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A.N.C.D.A.
Associazione Nazionale Contro il Disagio e l'Alcolismo
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Viaggio al centro A.N.C.D.A. di Fiuggi
8 aprile 2016 In Evidenza, News, Secondaria I Grado, Visita scolastica
ANCDA - Fiuggi
Scritto da Giada Capogna – Classe 3C – a.s. 2015/2016



Sabato 19 marzo, noi alunni delle classi terze della Scuola Secondaria di 1° grado dell’I.C. di Boville Ernica siamo andati a visitare uno dei più importanti centri di disintossicazione della nostra regione: L’ANCDA di Fiuggi (FR).

Siamo partiti da scuola alle otto e trenta circa e, quando siamo giunti al Centro, siamo stati accolti in una grande sala, dal Direttore, il Dott. VITO GRAZIOLI che ci ha spiegato sinteticamente la nascita di quell’Istituto e ci ha illustrato ciò che avremmo fatto nelle ore successive.

In un video proiettato al momento, abbiamo appreso dal Dottor Gasbarrini le conseguenze nocive che subiscono gli organismi delle persone che fanno uso di alcol o di droghe. La cosa che più mi ha colpito è che queste persone vanno incontro alla morte quasi certa, volontaria, e non se ne rendono conto. La droga, come anche l’alcol o altre dipendenze, rappresentano un “problema” che affligge l’uomo da sempre ma, in questi ultimi anni, si sta espandendo sempre di più. Quelli più a rischio sono appunto i ragazzi che, per diversi motivi come la curiosità, la voglia di provare o la necessità di dimenticare la realtà poco soddisfacente che li circonda, si rifugiano in quello che può sembrare un paradiso irreale e perfetto. Questo è stato il caso di Stefano, un ragazzo di vent’anni, che è intervenuto raccontando la sua storia. A causa dell’alcol e delle droghe ha rischiato di rovinarsi la vita per sempre. Ha raccontato di aver cominciato a bere alla nostra età,  con il pretesto della separazione dei suoi genitori. Poi a sedici anni e mezzo è finito in coma per la prima volta ma, nonostante avesse rischiato di morire, ha continuato a bere, finendo a diciotto anni in coma per la seconda volta. Solo in quel momento Stefano ha capito che il suo era un problema serio e, grazie all’aiuto di questo centro di disintossicazione, va recuperando lentamente ogni forma di disagio. Abbiamo ascoltato le storie di diverse persone dipendenti dall’alcol, dalle droghe, dal gioco…

Ogni storia ha il suo problema ma tutte sono accomunate da una cosa sola: la dipendenza. Giungere a questo Centro è possibile, anche grazie all’amore dei familiari, che nei momenti più difficili non abbandonano mai i loro cari. Dopo i racconti delle varie persone abbiamo visto un filmato in cui ci è  stato spiegato come è facile diventare dipendenti. L’uso dello spinello, ad esempio, che molti di noi non considerano pericoloso, può portare sulla strada della dipendenza. Infine abbiamo visto un filmato in cui un giovane ragazzo astemio, di nome Marco, si è sottoposto ad un esperimento per dimostrare i danni che provoca l’alcol ad una persona alla guida di un autoveicolo e le conseguenze che scaturiscono dagli incidenti che esso provoca. Per prima cosa hanno sottoposto il ragazzo ad un prelievo di sangue prima dell’assunzione di alcol e successivamente lo hanno invitato ad una simulazione di guida. Poi si è sottoposto all’assunzione di super alcolici e nell’arco di tre ore gli hanno ripetuto varie volte il prelievo di sangue ed il test di giuda. In seguito i campioni di sangue sono stati analizzati dall’ospedale. I risultati delle analisi hanno rivelato che prima di aver assunto alcol, Marco aveva un tasso alcolemico di  0,3cl; a venti minuti dall’assunzione il tasso era salito a c.a. 30 cl e la sua guida era diventata sempre più difficile da gestire. Marco con soli 2 bicchieri di super alcolici, a 40 minuti dall’assunzione, aveva raggiunto i 60 cl, grado superiore alla norma; durante la guida il ragazzo era in serie difficoltà, non riusciva a tenere il controllo della macchina e si fermava spesso. Questo esperimento è stato effettuato per farci capire la gravità della situazione nel caso in cui si assumano sostanze stupefacenti o alcol. In questa giornata ho capito che la dipendenza è una grave malattia e tutti quei ragazzi presenti oggi ci hanno voluto far capire che bisogna prevenire queste situazioni prima che sia troppo tardi perché una volta entrati in questo circolo vizioso è difficile, se non impossibile, uscirne. Queste sono storie reali di gente come noi che ha sbagliato, rovinandosi la vita per sempre; ora l’informazione e la conoscenza dei fatti possono aiutarci a non cadere in questa brutta malattia che genera le dipendenze umane. A conclusione di questa significativa giornata, abbiamo visto un video dedicato alle donne forti che sono state definite “il sorriso di Dio” siano esse madri, mogli, sorelle o figlie.
Una droga tira l’altra, l’incontro a Fiuggi
GEN 17
Pubblicato da liceoceccano
     7 Votes
ancda
di Qazim Xhahysa,  II E



Io, Qazim,  sono un alunno della classe 2E la quale assieme alla classe 2C  il giorno Sabato 12 Gennaio è andata a visitare il centro  ANCDA (Associazione Nazionale contro il Disagio e l’ Alcolismo) di Fiuggi per avere dei chiarimenti e sentire delle testimonianze sugli effetti  dell’ uso di droga e alcol. Una volta arrivati abbiamo avuto a malapena il tempo di ammirare il bel paesaggio (infatti il centro si trova in una zona ricca di vegetazione e alte colline) che ci hanno fatto entrare in una sala munita di proiettore e abbiamo cominciato a parlare dell’ alcol e dell’ uso improprio che se ne fa, soprattutto tra i giovani, ci hanno fatto vedere dei video sugli effetti che l’ alcol ha su corpo e mente umana, effetti spiegati da esperti medici. Nel video assieme alla spiegazione apparivano a volte immagini spesso crude di trapianto di fegato e fegato cirrotico, immagini che colpiscono e fanno ragionare molto. A seguito abbiamo sentito le testimonianze di persone in cura all’ ANCDA per alcolismo, tossicodipendenza e problemi alimentari (come la bulimia). Faceva risalto una cosa comune che tutti i tossicodipendenti ribadivano, cioè tutti loro avevano cominciato più o meno all’ età di quattordici anni con il primo spinello e a causa del fatto che “una droga tira l’ altra” avevano finito per assumere cocaina, crack ed eroina. Abbiamo sentito anche la testimonianza di una donna malata di bulimia e ci hanno fatto vedere un video sullo spinello che potete trovare qui


Il momento più emotivamente intenso della giornata è comunque stato la visione del video sull’ effetto dell’ alcolismo in famiglia, o meglio ci hanno fatto vedere la storia di una famiglia che aveva il padre alcolista e di conseguenza costui maltrattava la moglie e dimostrava poco affetto (anche se in realtà ne aveva molto) ai figli, e la figlia ad un certo punto cominciò ad andare dalla psicologa perché a causa di questa dolorosa situazione cominciò a sentirsi male psicologicamente, quando il padre capì che la “malattia” della figlia adolescente era causata dal suo comportamento di genitore irresponsabile in famiglia, giurò che non avrebbe mai più bevuto alcol e a distanza di poco tempo, raccontano i figli, è diventato da nemico numero uno della famiglia e della casa, un padre da imitare, dolcissimo e responsabile. In seguito abbiamo sentito la testimonianza di madri che avevano scoperto la tossicodipendenza del figlio e che purtroppo poco potevano fare per il ragazzo se non soffrire dentro di sé. Abbiamo visto infine due video, uno su un esperimento sugli effetti dell’ alcol alla guida e l’ altro sulla storia della creazione del logo del centro ANCDA, una farfalla che vola verso il cielo.

L’ esperienze è stata toccante, soprattutto per le testimonianze. Io sinceramente ho sempre avuto le idee molto chiare su droga e alcol, ma parlare e domandare personalmente a persone che sono state o sono ancora tossicodipendenti e ben diverso che leggere notizie sulla droga su internet.

Visitare il centro ANCDA di Fiuggi è un esperienza che consiglio!

Qui tutte le info http://www.ancda.it/
Riflettere, incontri che ci aiutano a riflettere
GEN 23
Pubblicato da liceoceccano
     1 Votes

di Luisa Coppolaro, II B


Nella mattinata del 18 Gennaio 2014, alcuni alunni delle classi 2A,2B,2D si sono recati presso la sede a Fiuggi dell’associazione Ancda (Associazione Nazionale Contro il Disagio e l’Alcolismo) per assistere alle testimonianze di alcuni ex-dipendenti dalle molteplici droghe che ci circondano, tra le più comuni troviamo: alcool, sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo. Questi ”maestri di vita”, ci hanno dato, attraverso le loro testimonianze, alcuni importanti spunti di riflessione. Personalmente ho notato che, nonostante i tipi di dipendenza fossero diversi tra loro, le conseguenze sono state le stesse per tutti. Sono riuscita a capire che tali dipendenze, creano una vera e propria assuefazione che porta il singolo individuo a non poterne farne a meno, danneggiando non solo il proprio fisico, ma anche la propria psiche.
Questo malessere psico-fisico porta l’indivudio ad isolarsi, allontanando di conseguenza tutte le persone a lui più vicine. Infatti ogni testimone ha raccontato di essersi ritrovato del tutto solo, senza più l’affetto della famiglia o degli amici, quelli veri. Questi infatti erano circondati soltanto da persone che non volevano il loro bene, ma approfittavano di essi e delle loro debolezze, peggiorando lo stato di tossico-dipendenza che li caratterizzava.
Il dottor Vito Grazioli, ha definito il disagio, la dipendenza, l’alcolismo come ”amore ammalato che ha bisogno d’aiuto” e lui, come altri dottori che si occupano di questoancda1 genere di cose, hanno i mezzi necessari per curare questo amore; non si tratta di medicine, ma di prendere per mano questi ragazzi e farli uscire da quel labirinto che è la dipendenza.
ancda3Gli ex-dipendenti, hanno esclamato ad occhi lucidi davanti a tutti noi, di essere fieri di loro stessi, ora che riescono a controllare quell’impulso che il loro cervello gli trasmetterà per forse tutta a vita.
La maggior parte dei ragazzi, incuriositi, ponevano domande alle quali i singoli testimoni davano, forse anche con un po’ di fatica essendo la testimonianza stessa una terapia per ognuno di essi, risposte. Tra queste quella che mi è rimasta più impressa è stata la seguente:
”-Ora che ne è consapevole, cosa la spinge a resistere alla tentazione?”
”-La paura. Ora so che se dovessi ricascare in questa terribile trappola, non ne uscirei più. Così con tutte le mie forze ho dovuto rinunciare a molte cose: partecipare a feste, uscire con molti dei miei vecchi amici, se così vogliamo chiamarli. Non voglio sapere più nulla della mia vecchia vita, per il mio bene, ma soprattutto per il bene di mio figlio, che ha soli tre anni. Quelle sostanze avevano annullato ogni traccia di sentimenti nel mio cuore, ero diventato un mostro. Ora posso correre in contro a mio figlio, o ad i miei genitori, ed abbracciarli come non ero mai riuscito a fare prima.”
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